domenica 19 aprile 2026 - 06:44
L’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran difende valorosamente il Paese

La Guida Suprema, in occasione della Giornata dell’Esercito, sottolinea come l’Esercito dell’Islam difenda con coraggio il territorio, la bandiera e la sovranità nazionale, onorando martiri e leader e rafforzando le proprie capacità contro nemici interni ed esterni.

Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, Comandante in Capo delle Forze Armate, ha rivolto gli auguri per la Giornata dell’Esercito a militari, famiglie e nazione, evidenziando come la vittoria della Rivoluzione Islamica abbia liberato l’esercito dall’assoggettamento nemico e celebrandone i recenti atti di coraggio nella difesa del Paese e della bandiera.

Inoltre, in occasione dell’anniversario della nascita del nostro grande Leader Martire, l’Imam Seyyed Ali Khamenei, che Iddio ne elevi il grado, il messaggio ha ricordato i suoi sforzi per salvaguardare l’esercito dalle minacce di scioglimento e, successivamente, per potenziarne le capacità.

Riportiamo di seguito il testo integrale del messaggio.

Col Nome di Dio, il Misericordioso, il Benevolo

إِنَّ اللَّهَ يُحِبُّ الَّذِينَ يُقَاتِلُونَ فِي سَبِيلِهِ صَفًّا كَأَنَّهُمْ بُنْيَانٌ مَرْصُوصٌ

«In verità, Dio ama coloro che combattono sul Suo sentiero in [maestosa] fila come se fossero una solida struttura» (Cor. 61:4)

Il 29 Farvardin [18 aprile], lieta ricorrenza della nascita dell’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran, istituito per saggia iniziativa dell’Imam Khomeini (che la misericordia di Dio sia su di lui), rivolgo i miei auguri a tutti i militari, alle loro famiglie e all’intera nazione iraniana.

La vittoria della Rivoluzione Islamica segna un netto spartiacque tra due fasi della vita dell’esercito, ponendo fine al periodo di debolezza imposto dai nemici esterni e dai traditori interni ai valorosi membri dell’esercito. Da allora, l’Esercito ha occupato il suo legittimo posto: anziché appartenere al sistema tirannico e corrotto dei Pahlavi, si è collocato nel caldo abbraccio del popolo. In verità, l’Esercito è figlio della nazione, nato dalle case della gente. Ben presto si è opposto ai piani nefasti degli Stati Uniti, ai residui del regime Pahlavi e ai separatisti che volevano un Paese frammentato, compiendo epiche imprese.

Oggi, come nelle due guerre imposte del passato, l’Esercito dell’Islam difende con coraggio il territorio e la bandiera a cui appartiene. Forte del sostegno divino e popolare e di ranghi saldi e compatti, combatte fianco a fianco con gli altri combattenti delle forze armate contro i due eserciti a capo del fronte dell’empietà e della tirannia globale, rivelandone debolezza e umiliazione agli occhi del mondo. Come i suoi droni colpiscono fulminei i criminali statunitensi e sionisti, la valorosa marina è pronta a infliggere ai nemici nuove amare sconfitte.

D’altro canto, il 29 Farvardin segna anche l’anniversario della nascita del nostro grande e impareggiabile Leader Martire, che fin dal primo decennio della Rivoluzione si adoperò più di chiunque altro per salvaguardare l’esercito dalle sinistre proposte di scioglimento e successivamente per potenziarne le capacità in diversi ambiti.

Senza dubbio, il percorso di sviluppo delle diverse capacità di questa autentica istituzione popolare, che protegge il Paese da est a ovest e da nord a sud, deve essere perseguito con rinnovato impegno; con il permesso di Dio, in un prossimo futuro saranno emanate le direttive necessarie per realizzarlo.

In questo percorso, l’attenzione alle figure eroiche che, nelle diverse generazioni dirigenziali degli ultimi cinque decenni, hanno guidato l’esercito — molti dei quali tra i martiri — così come ai loro programmi, alle loro azioni e al loro stile nobile e sincero, sarà fonte di insegnamento e ispirazione per tutte le componenti delle forze armate, dai grandi come Qarani, Fallahi, Namjoo, Fakouri, Babaei, Sattari, Ardestani e Sayyad Shirazi, fino agli ultimi martiri illustri, come Seyyed Abdolrahim Mousavi e Aziz Nasirzadeh.

La pace e la benedizione di Dio Onnipotente siano su tutti i combattenti dell’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran, dagli ufficiali e comandanti fino al personale e ai soldati silenziosi e anonimi, e su tutti i suoi devoti e feriti, e la Sua speciale misericordia sulle nobili famiglie di tutti i martiri della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista contro la grande nazione iraniana. La pace, la misericordia e le benedizioni di Dio siano su di voi.

A cura di Mostafa Milani Amin

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